L’iperammortamento 2026-2028: analisi dei vantaggi fiscali e contributivi per imprese e professionisti
Articolo pubblicato il 03/06/2026
A partire dal 2026 e fino al 30 settembre 2028, il nuovo regime di iperammortamento offre opportunità di risparmio significativamente superiori rispetto ai precedenti crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0. L’agevolazione si traduce in una drastica riduzione dell’esborso finanziario per imposte (IRES/IRPEF) e, per alcune categorie, dei contributi previdenziali (INPS).
Scaglioni di iperammortamento e risparmio fiscale (IRES/IRPEF)
Per i soggetti passivi IRES (aliquota 24%) o IRPEF con aliquota media analoga, il beneficio varia in base all’entità dell’investimento. La maggiorazione fiscale prevista è così articolata:
- Investimenti fino a 2,5 milioni di euro: maggiorazione del 180%. Il solo risparmio fiscale sulla quota eccedente il costo del bene è pari al 43,2% (24% x 180%).
- Investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro: maggiorazione del 100%. Il risparmio fiscale sulla quota eccedente è pari al 24% (24% x 100%).
- Investimenti tra 10 e 20 milioni di euro: maggiorazione del 50%. Il risparmio fiscale sulla quota eccedente è pari al 12% (24% x 50%).
Integrazione del risparmio contributivo INPS per artigiani e commercianti
Per le imprese artigiane e commerciali in cui i soci sono lavoratori attivi, l’iperammortamento riduce proporzionalmente la base imponibile ai fini INPS. Considerando le aliquote IVS (variabili tra il 24% e il 25,48% a seconda della gestione e del reddito), il risparmio complessivo aumenta notevolmente:
- Per una SRL non trasparente con soci iscritti alla gestione commercianti, il minor esborso globale (imposte + contributi) per investimenti fino a 2,5 milioni di euro raggiunge l’87,3% del valore dell’investimento.
È opportuno considerare che tale riduzione della base imponibile comporta, nel sistema contributivo, una riduzione del futuro montante pensionistico.
Massimizzazione del beneficio: il caso delle aliquote IRPEF elevate
Il vantaggio è ancora più marcato per i soggetti IRPEF (ditte individuali o società trasparenti) con aliquote medie elevate. In presenza di un’aliquota IRPEF (comprese addizionali) del 39% e una contribuzione INPS del 25%, il risparmio derivante dalla sola maggiorazione del 180% può arrivare al 115% del costo del bene.
Analisi del beneficio totale incluso l’ammortamento ordinario
Se al calcolo della maggiorazione fiscale si aggiunge il risparmio derivante dalla deduzione del costo ordinario del bene (portando la deduzione totale al 280% del costo), l’effettivo minor esborso finanziario può toccare livelli estremi:
- Soggetti IRPEF ad alta aliquota: risparmio globale fino al 179% dell’investimento effettuato.
- Soggetti IRES (senza gestione INPS): risparmio fiscale complessivo pari al 67% del costo del bene.
Queste proiezioni non tengono conto dell’attualizzazione del risparmio nel tempo né dell’eventuale tassazione di plusvalenze in caso di successiva cessione dei beni agevolati.
