Il 5 per mille: analisi e prospettive per gli Enti del Terzo Settore
Articolo pubblicato il 14/05/2026
L’attuale scenario del 5 per mille evidenzia una crescita significativa nella partecipazione, sia da parte dei contribuenti che degli enti beneficiari.
Secondo l’analisi di Terzjus, fondazione di ricerca sul Terzo settore, il sistema si sta consolidando come uno strumento cardine di sussidiarietà fiscale.
Dati di adesione e crescita del comparto
Il 2024 ha segnato un record nelle opzioni espresse dai contribuenti, raggiungendo quota 18 milioni su una base di 42 milioni (al netto dei soggetti privi di tassazione).
Parallelamente, si osserva un incremento nel numero degli enti beneficiari iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS), passati da 50mila nel 2022 a 69mila nel 2024. Includendo i Comuni e le associazioni sportive dilettantistiche, la platea complessiva dei destinatari raggiunge circa 91mila soggetti.
Il ruolo del Registro unico e la trasparenza
L’incremento del numero di enti beneficiari è strettamente legato all’operatività del Registro unico del Terzo settore.
Tale strumento funge da cardine per la riforma, garantendo una maggiore trasparenza sulle attività svolte dagli enti.
Attraverso questo meccanismo, lo Stato delega ai cittadini la facoltà di indirizzare le risorse, rendendo il contribuente l’attore principale nel determinare la meritevolezza degli enti beneficiari.
Nel 84% dei casi, i contribuenti effettuano una scelta puntuale indicando il codice fiscale del destinatario.
Risultati della distribuzione e criticità
Dall’analisi dei flussi finanziari emergono alcune tendenze e squilibri:
- Settori prevalenti: Le risorse vengono destinate principalmente al sociale e, in particolare, alla tutela della salute.
- Concentrazione dei fondi: Si riscontra una forte disparità nella distribuzione: i primi dieci beneficiari hanno raccolto nel 2024 ben 147 milioni di euro, pari al 27% del totale delle risorse disponibili.
- Enti esclusi: Oltre 8mila enti non hanno ricevuto alcuna opzione, mentre circa 10.500 realtà si attestano al di sotto della soglia minima di 100 euro, requisito necessario per l’accredito effettivo delle somme.
Proposte di ottimizzazione
Per superare le attuali criticità, Terzjus propone di adottare un sistema di “tetto mobile”.
L’obiettivo è collegare le erogazioni alle scelte effettivamente compiute dai cittadini, evitando che le risorse distribuite si discostino dal 5 per mille nominale.
Inoltre, viene sottolineata la necessità di campagne informative istituzionali promosse dalla Presidenza del Consiglio, atte a valorizzare l’impatto positivo di queste risorse.
Ogni euro destinato agli enti viene infatti reinvestito in attività di interesse generale, traducendosi in un ampliamento del tessuto di solidarietà e, in prospettiva, in un risparmio per lo Stato.
