La comunicazione preventiva 4.0 detta il 20%
Le imprese che vogliono ottenere il credito d’imposta per la Transizione 4.0 o 5.0 devono seguire regole precise. Una di queste è versare un acconto almeno del 20% del valore del bene indicato nella comunicazione preventiva (cioè quella fatta all’inizio per “prenotare” il credito).
Il problema:
Se il prezzo del bene scende dopo la comunicazione, l’acconto va comunque calcolato sul valore inizialmente dichiarato, non su quello reale più basso.
Esempio concreto:
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Un’azienda comunica un investimento da 100.000 euro, ma poi compra il bene a 95.000 euro.
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Versa un acconto di 19.000 euro (cioè il 20% di 95.000).
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Ma non basta: avrebbe dovuto versare almeno 20.000 euro (il 20% dei 100.000 dichiarati).
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Risultato: rischio di perdere il credito d’imposta.
Differenze tra Transizione 4.0 e 5.0:
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Transizione 5.0: più flessibile, secondo le Faq ufficiali basta firmare un contratto di leasing vincolante (non serve l’acconto in denaro).
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Transizione 4.0: regole più rigide. Il leasing non sostituisce l’acconto, a meno che non arrivi un chiarimento ufficiale (che però al momento manca).
Conclusione:
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Per stare sicuri con la Transizione 4.0, le imprese devono:
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Fare un ordine vincolante.
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Versare realmente il 20% dell’importo indicato nella comunicazione iniziale, anche se poi il bene costa meno.
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In mancanza di regole chiare, c’è il rischio di vedersi annullare il credito.
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Un intervento chiarificatore da parte delle autorità (come MIMIT o GSE) sarebbe molto utile per evitare errori e sprechi di risorse.
fonte: IlSole24Ore
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