Le Misure – parte 2

Articolo pubblicato il 29/12/2022

Arrivano Quota 103 e nuove rivalutazioni

Il testo della manovra che sta per ottenere il via libera della Camera consente dal 1° gennaio 2023 di accedere alla pensione anticipata con Quota 103: 62 anni d’età e 41 anni di contribuzione.
In questo caso l’importo del trattamento non potrà superare di 5 volte il minimo Inps. Prevista, per chi è in possesso dei requisiti diQuota 103, la possibilità di rinviare l’uscita usufruendo di un bonus rappresentato dall’irrobustimento dello stipendio con la quota dei contributi a carico del lavoratore dipendente (circa il 9,19%). Aumentano le “minime” a circa 570 euro, che diventano circa 600 euro per gli «over 75».
Cambia il sistema di rivalutazione delle pensioni, che viene articolato su sei fasce, con una stretta per gli assegni superiori a 4 volte il minimo (circa 2.101 euro).
Proroga per l’Ape sociale e anche per Opzione donna ma in versione “ristretta”.

 

Soglia contanti a 5mila € Tavolo sui costi dei Pos

Si innalza il valore soglia oltre il quale si applica il divieto al trasferimento di denaro contante, portandolo, dal 1°gennaio 2023, da 1.000 a 5.000 euro.
Le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei soggetti che effettuano l’attività di vendita, e che sono tenuti ad accettare anche pagamenti attraverso carte di pagamento, e quelle dei prestatori e dei gestori di servizi di pagamento, determinano in via convenzionale le modalità dei loro rapporti al fine di garantire oneri proporzionali alle transazioni.
Viene poi istituito un tavolo permanente tra le categorie interessate per mitigare l’incidenza dei costi delle transazioni elettroniche fino a 30 euro e parallelamente previsto un contributo straordinario pari al 50 per cento degli utili derivanti dalle commissioni qualora il tavolo suddetto non giunga alla definizione di un livello di costi equo.

 

Per il bonus mobili tetto a 8mila euro

Arriva dal bonus mobili l’ultima novità in materia di edilizia della legge di Bilancio.
E interviene su uno dei cambiamenti, programmati per gennaio, più indigesti per i contribuenti: il bonus mobili viene ridotto, ma meno di quanto stabilito in un primo momento.
Senza l’emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio, infatti, dal 1° gennaio la detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici sarebbe rimasta al 50%, ma avrebbe subito un taglio importante al limite di spesa.
Attualmente, questo tetto è di 10mila euro. Anziché scendere a 5mila euro, come previsto, passerà a 8mila euro. Ciò significa che la detrazione massima passa da 2.500 a 4mila euro. Ma, salvo altre correzioni (piuttosto probabili), nel 2024 sarà ridotto a 5mila euro.

 

fonte: Il Sole 24 Ore