Concordato preventivo: possibili limiti agli incrementi di reddito e incentivi al rinnovo

Articolo pubblicato il 23/04/2026

Nel contesto delle modifiche in fase di studio sul concordato preventivo, emergono alcune ipotesi finalizzate a rendere lo strumento più attrattivo per le partite IVA. In particolare, si valutano interventi sui criteri di determinazione degli incrementi di reddito richiesti e sulle condizioni di rinnovo per i contribuenti già aderenti.

Possibili limiti agli incrementi di reddito

Tra le misure allo studio vi è l’introduzione di tetti agli incrementi di reddito richiesti anche per i contribuenti con livelli di affidabilità fiscale non elevati. Le ipotesi riguardano in particolare i soggetti con punteggi nelle pagelle fiscali compresi tra 6 e 8, nonché quelli con valutazioni inferiori alla sufficienza.

L’obiettivo è rendere più sostenibile l’adesione al concordato anche per le attività con profili di rischio più elevati, limitando l’impatto degli incrementi richiesti rispetto ai redditi dichiarati.

Incentivi per il rinnovo del concordato

Un ulteriore intervento riguarda i contribuenti che hanno già aderito al concordato per il biennio 2024-2025 e che devono decidere se proseguire per un nuovo periodo. La platea interessata è composta da circa 460.000 tra autonomi, professionisti, imprese individuali e società.

Per favorire il rinnovo, si ipotizza una riduzione delle percentuali di incremento richieste. In particolare, per i soggetti con livelli di affidabilità più elevati (voti pari o superiori a 8), le aliquote potrebbero essere dimezzate, con valori indicativi pari al 12,5%, 7,5% e 5%.

Obiettivi delle modifiche

Le misure in valutazione si inseriscono in una strategia volta a incentivare l’adesione al concordato e a favorire un miglioramento progressivo dei livelli di affidabilità fiscale. L’approccio mira a rendere il sistema più conveniente rispetto ad alternative basate su attività di accertamento, anche in considerazione delle limitazioni operative dell’amministrazione finanziaria rispetto alla numerosità dei contribuenti.

Le ipotesi descritte sono ancora in fase di definizione e richiedono un consolidamento normativo prima di poter essere applicate operativamente.