Le Novità – parte 1

Articolo pubblicato il 22/12/2022

Affidamenti diretti e subappalti a cascata

Riformulate le soglie di 140mila e 150mila euro per il valore degli appalti rispettivamente di servizi e forniture e di lavori che potranno essere affidati senza gara.
La formula prevede però che in entrambi i casi si garantisca «che siano scelti soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali anche individuati tra gli iscritti in elenchi o albi istituiti dalla stazione appaltante».
Tra le novità il nuovo testo introduce il cosiddetto subappalto a cascata adeguandolo alla normativa e alla giurisprudenza europea attraverso la previsione di criteri di valutazione discrezionale da parte della stazione appaltante, che viene valutata di volta in volta e caso per caso.

 

Codice autoesecutivo con i 35 allegati

Una delle grandi “invenzioni” del codice messo a punto dalla commissione del Consiglio di Stato presieduta da Franco Frattini e coordinata da Luigi Carbone e recepita in pieno dal governo è la «autoesecutività» del codice che si ottiene eliminando rinvii a regolamenti e altri atti attuativi e recependo invece le norme regolamentari e di secondo livello negli allegati al testo.
In questo modo i 35 allegati (ma altri sei avrebbero dovuto riguardare la digitalizzazione) del nuovo codice consentono di fare pulizia delle vecchie norme di secondo livello stratificate nel tempo. In particolare sostituiscono 47 annessi alle direttive Ue, 25 allegati al codice del 2016, 17 linee guida Anac e 15 vecchi regolamenti attuativi di precedenti norme legislative, fra cui il regolamento del 2010 attuativo del codice De Lise. In tutto 104 atti di secondo livello che vengono mandati in archivio.

 

Dieci principi per guidare le procedure di gara

Sono 10 i principi che entrano per la prima volta in scena in questo nuovo disegno del Codice.
Occupano, come è logico, la prima parte del testo e riguardano le caratteristiche degli appalti pubblici e la loro efficienza.
Tra questi il primo di tutti è il principio del risultato. Che recita così: «Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti perseguono il risultato dell’affidamento del contratto e della sua esecuzione con la massima tempestività e il migliore rapporto possibile tra qualità e prezzo, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza».
Tra gli altri ci sono poi i principi della fiducia, dell’accesso al mercato, di buona fede e di tutela dell’affidamento, di solidarietà e di sussidiarietà orizzontale anche nei confronti del Terzo settore, di auto-organizzazione amministrativa.

 

fonte: Il Sole 24 Ore