Iperammortamento e novità fiscali: cosa devono sapere le imprese

Articolo pubblicato il 19/03/2026

Il Governo sta lavorando a un decreto fiscale che introdurrà importanti modifiche per le imprese, ma l’entrata in vigore delle nuove misure potrebbe slittare a dopo il referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo. Questo rinvio potrebbe influire sui tempi di applicazione delle agevolazioni fiscali e sulla pianificazione degli investimenti aziendali.

Uno dei punti principali riguarda l’iperammortamento. Attualmente, una clausola limita il beneficio ai beni prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. Il Ministero dell’Economia ha annunciato l’intenzione di eliminare questa limitazione, rendendo quindi l’agevolazione accessibile anche per beni provenienti da altri Paesi. Tuttavia, finché non verrà approvato il decreto, il meccanismo resta bloccato.

Per rendere operativa la misura sarà necessario anche un decreto attuativo condiviso tra più ministeri. Tra preparazione, approvazione e registrazione, è possibile che l’intero sistema diventi pienamente operativo solo nei prossimi mesi. Questo significa che le imprese dovranno attendere prima di avere regole definitive e applicabili.

Un altro intervento riguarda i piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE (di valore fino a 150 euro). È stata prevista la sospensione fino al 30 giugno del contributo di 2 euro inizialmente introdotto. Questa decisione è stata presa per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane.

La sospensione è rilevante anche in vista dell’introduzione, dal 1° luglio, di un dazio europeo di 3 euro sulle stesse spedizioni. Senza questo rinvio, le imprese avrebbero rischiato un doppio costo (nazionale ed europeo), con possibili effetti negativi sulla competitività e sui flussi logistici.

Infine, il decreto dovrebbe chiarire anche le regole IVA applicabili alle operazioni di permuta. In particolare, per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026, la base imponibile sarà calcolata sull’ammontare complessivo dei costi. Per i contratti firmati entro il 31 dicembre 2025 continuerà invece ad applicarsi il criterio precedente, basato sul valore normale.

Questa distinzione è stata introdotta per garantire certezza del diritto e tutelare gli accordi già conclusi dalle imprese secondo la normativa precedente.

In sintesi, le imprese devono considerare che:

  • l’iperammortamento sarà ampliato, ma non è ancora operativo;
  • i tempi di attuazione dipendono dall’approvazione del decreto fiscale;
  • il contributo sui mini pacchi è temporaneamente sospeso;
  • cambiano le regole IVA per le permute a partire dal 2026.

Vista l’incertezza sui tempi e sulle modalità applicative, è fondamentale monitorare gli sviluppi normativi per pianificare correttamente investimenti e operazioni fiscali.

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