Energia elettrica, come recuperare le accise pagate ma non dovute
Articolo pubblicato il 09/04/2020
C’è una novità giurisprudenzale che potrebbe comportare un recupero di liquidità per le aziende:
la Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che l’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica di cui al D.L. 511/1998, art.6, in vigore fino a marzo 2012, era illegittima per contrasto con la direttiva comunitaria 118/2008/CEE relativa al regime generale delle accise armonizzate.
Per le imprese l’addizionale provinciale era pari almeno ad € 9,30 per mille kwh, fino al limite massimo di 200.000 kwh di consumo al mese. E’ stato stimato che il costo annuo dell’addizionale per un utente professionale è potuto arrivare a circa € 27.000 per Point of Delivery.
Pertanto, gli utenti sono legittimati a richiedere ai propri fornitori la restituzione dell’addizionale indebitamente pagata, così come stabilito dalla Cassazione.
Inoltre non si tratta solo dell’Enel ma di qualunque altro fornitore di energia elettrica. Per avere la restituzione basta seguire cosa stabilisce la Cassazione e cioè che dev’ essere una causa civile perchè la materia non è tributaria, anche se si tratta di un tributo: la contesa infatti è tra chi ha consumato energia elettrica e chi gliel’ha fornita e non è competenza dei tributi ma del giudice ordinario civile la cui istruttoria sarà molto semplice perchè basterà produrre le ricevute delle bollette pagate.
Segnaliamo che è importante agire in tempi brevi, in quanto il termine di prescrizione per l’azione di rimborso è vicino alla scadenza.
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