Trasferte e rimborsi spese ricevute di pagamento per provare la tracciabilità

Dal 1° gennaio 2025, le nuove regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (legge 207/2024) impongono l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti ai fini della deducibilità fiscale dei rimborsi spese e delle spese di rappresentanza. I rimborsi non pagati con strumenti tracciabili (bonifici, carte, ecc.) diventano indeducibili per il datore di lavoro e imponibili per il dipendente.

La normativa modifica l’articolo 51 del TUIR per i dipendenti e introduce un nuovo comma 3-bis all’articolo 95 per i lavoratori autonomi: in entrambi i casi, solo i rimborsi per spese documentate e pagate con mezzi tracciabili non costituiscono reddito. È richiesto che il dipendente possa dimostrare il pagamento tramite estratto conto, ricevute bancomat o screenshot dell’app.

Esclusi da queste regole i trasporti pubblici di linea (treni, aerei, bus), per i quali resta sufficiente il biglietto intestato, e i rimborsi forfettari già disciplinati dal TUIR, che prevedono limiti giornalieri oltre i quali le indennità concorrono a formare reddito.

Per le spese di rappresentanza, la tracciabilità è ora requisito per la deducibilità, oltre ai requisiti di inerenza e gratuità già previsti. Le soglie di deducibilità restano proporzionate ai ricavi annui dell’azienda, con spese gratuite deducibili fino a un valore unitario di 50 euro.

fonte: IlSole24Ore

In allegato articolo integrale:

Trasferte e rimborsi spese ricevute di pagamento per provare la tracciabilità

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