Rinvio degli acconti, premiato chi aderisce al concordato
L’emendamento del DL 155/2024, che proroga il versamento degli acconti fiscali, riguarda i titolari di partita IVA con ricavi sotto i 170.000 euro nel 2023 e favorisce chi ha aderito o intende aderire al concordato preventivo biennale (Cpb).
La seconda rata di acconto, originariamente in scadenza il 2 dicembre, potrà essere versata entro il 16 gennaio 2025, anche in cinque rate mensili.
Questo slittamento si applica alle imposte sui redditi, le imposte sostitutive e la cedolare secca, ma non all’IRAP o ai contributi INPS.
L’emendamento riprende una disposizione simile a quella del DL 145/2023, ma con l’aggiunta della possibilità di rateizzazione.
L’elemento nuovo è il concordato biennale, che prevede due metodi per calcolare gli acconti: uno previsionale basato sul reddito e l’altro storico rettificato, con una maggiorazione.
I soggetti che aderiscono al Cpb possono posticipare e rateizzare il pagamento dell’acconto, a condizione che i ricavi 2023 non superino la soglia di 170.000 euro.
Un’altra novità riguarda i contribuenti che aderiranno al Cpb entro il 12 dicembre: grazie alla proroga, potranno evitare di ravvedere il secondo acconto e versarlo entro il 16 gennaio, anche rateizzandolo, a condizione che i loro ricavi siano sotto la soglia prevista. In caso contrario, dovranno comunque fare il ravvedimento.
fonte: IlSole24Ore
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