Nuovo dazio UE sui piccoli pacchi sotto i 150 euro: cosa cambia dal 1° luglio 2026

Articolo pubblicato il 2026/02/17

L’Unione Europea introdurrà un dazio doganale forfettario sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro inviati direttamente ai consumatori finali. Questa misura mette fine al regime che finora ha consentito a molti prodotti di entrare nel mercato europeo senza dazi, contribuendo alla diffusione dei cosiddetti pacchetti “duty-free”.

Anche l’Italia dovrà adeguarsi alla nuova normativa. Sarà quindi necessario coordinare questa novità con il contributo già previsto dalla legge di bilancio, per evitare una duplicazione delle misure.

Secondo quanto riportato, l’esenzione finora applicata ha favorito una grande quantità di merci in ingresso nell’Unione Europea, alimentando – secondo il ministro delle Finanze cipriota, attualmente alla presidenza semestrale del Consiglio UE – una situazione di “concorrenza sleale” nei confronti dei venditori europei.

L’obiettivo della riforma è duplice:

  • sostenere le imprese comunitarie;
  • garantire maggiore sicurezza e tracciabilità dei flussi commerciali.

In attesa che diventi operativo il nuovo Data Hub centrale doganale, previsto per il 2028 con l’attuazione della riforma del Codice doganale dell’Unione (Cdu), gli Stati membri hanno concordato una misura transitoria.

Dazio di 3 euro per ogni categoria di prodotto

A partire dal 1° luglio 2026, verrà applicato un dazio doganale forfettario di 3 euro per ogni categoria di articolo contenuta in piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro spediti ai consumatori finali.

La tariffa non si applica per spedizione, ma per tipologia di merce identificata attraverso le sottovoci tariffarie. Questo significa che se in un unico pacco sono presenti prodotti appartenenti a categorie diverse, il dazio sarà calcolato separatamente per ciascuna categoria.

Ad esempio, se una spedizione contiene una camicetta di seta e due camicette di lana, il sistema doganale considererà due categorie distinte (seta e lana). In questo caso, il consumatore non pagherà 3 euro totali, ma 6 euro di dazi, pur trattandosi di un’unica spedizione.

Il contributo italiano e l’allineamento alla normativa europea

L’Italia aveva già previsto un contributo di 2 euro per pacco, destinato a coprire le spese amministrative e di controllo dell’Agenzia delle Dogane (Adm).

Tuttavia, le indicazioni più recenti suggeriscono una possibile ridefinizione della misura. Attraverso il decreto milleproroghe (dl 200/25) o un provvedimento specifico, l’entrata in vigore potrebbe essere rinviata al 1° luglio 2026, così da allinearsi alla tempistica europea.

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