Inps riduce anche per il passato le sanzioni per omesso versamento
Articolo pubblicato il 06/06/2023
L’Inps ha stabilito le nuove regole per le sanzioni in caso di mancato pagamento delle ritenute previdenziali sui salari dei dipendenti.
Nel messaggio 1931/2023, l’ente previdenziale fornisce chiarimenti in seguito alle modifiche introdotte dall’articolo 23 del decreto legge 48/2023 (decreto Lavoro), che ha modificato l’articolo 2, comma 1-bis, del decreto legge 463/1983 riguardo alle sanzioni per il mancato pagamento delle ritenute previdenziali.
La modifica apportata ha sostituito, nel comma 1-bis, la frase “da 10.000 a 50.000 euro” con “da una volta e mezza a quattro volte l’importo omesso”.
Di conseguenza, il nuovo comma 1-bis, secondo periodo, stabilisce che, nei casi di mancato pagamento delle ritenute previdenziali e assistenziali per un importo fino a 10.000 euro all’anno, sarà applicata una sanzione da una volta e mezza a quattro volte la somma non versata.
Il datore di lavoro non sarà punito né soggetto a sanzioni se provvede al pagamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’infrazione accertata.
Con il decreto Lavoro sono state eliminate le eccessive sanzioni da 10.000 a 50.000 euro. La stranezza risiede nel fatto che finora, anche per somme molto basse mancate o pagate in ritardo, l’Inps ha richiesto il pagamento di una sanzione di 17.000 euro (50.000 euro, riducibile a 17.000 euro).
Questo è accaduto a molti contribuenti che, per avere trascurato o pagato in ritardo le ritenute previdenziali e assistenziali, anche per importi minimi, hanno ricevuto ingiunzioni con richiesta di sanzioni per 17.000 euro all’anno.”
fonte: Il Sole24Ore
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Inps riduce anche per il passato le sanzioni per omesso versamento
