Holding di famiglia: cosa sono, quali vantaggi offrono e quali limiti considerare
Articolo pubblicato il 2026/02/20
L’inizio di un nuovo anno è spesso il momento giusto per riflettere sull’organizzazione della propria azienda e valutare eventuali cambiamenti nella struttura societaria. Tra gli strumenti più utilizzati in questi casi c’è la holding, in particolare la holding di famiglia.
Le holding vengono spesso impiegate anche nei passaggi generazionali. Un recente interpello (n. 11/2026) ha confermato che non si perde l’esenzione su successioni e donazioni se, entro cinque anni, le quote ricevute vengono coinvolte in operazioni di riorganizzazione societaria.
Che cos’è una holding
Una holding è una società che detiene partecipazioni in una o più società operative. Spesso queste società appartengono alla stessa famiglia.
La holding può assumere diverse forme:
- Holding pura: detiene solo partecipazioni.
- Holding mista: oltre alle partecipazioni può possedere immobili o altri beni.
In molti casi, la holding utilizza i dividendi ricevuti dalle società partecipate per acquistare o incrementare il proprio patrimonio, ad esempio investendo in immobili o altri asset.
I benefici economici e fiscali
Il principale vantaggio della holding è di tipo fiscale. In base all’articolo 89, comma 2, del Tuir, i dividendi distribuiti dalle società operative alla holding sono tassati in misura molto ridotta.
In pratica, l’Ires si applica solo sul 5% dei dividendi percepiti. Questo comporta un’imposizione effettiva pari all’1,20%.
È importante però chiarire che non si tratta di un’esenzione definitiva, ma di un differimento della tassazione. L’imposizione viene rinviata nel tempo, anche potenzialmente senza una scadenza precisa.
Il tema del rinvio della tassazione si collega alla disciplina dell’abuso del diritto. La normativa non fornisce una definizione rigida di abuso, ma può includere:
- riduzioni d’imposta;
- rimborsi;
- crediti d’imposta;
- maggiori perdite;
- regimi di imposizione sostitutiva;
- deduzioni o detrazioni;
- rinvii della tassazione nel tempo.
Resta comunque necessario che l’Agenzia delle Entrate verifichi caso per caso se l’operazione è stata costruita in modo contrario alle finalità delle norme fiscali o ai principi dell’ordinamento tributario.
I limiti antielusivi
Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), il semplice rinvio della tassazione può rientrare tra le situazioni potenzialmente abusive.
Si pone quindi una questione pratica: è a rischio anche la costituzione di una holding “statica” che accumula liquidità senza distribuirla ai soci, evitando così l’imposta sostitutiva del 26% che si applicherebbe sui dividendi percepiti direttamente da persone fisiche?
Per le aziende sarà importante capire quale sarà l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate dopo l’atto di indirizzo del Mef. In passato l’Agenzia ha adottato interpretazioni restrittive in chiave antielusiva, ma negli ultimi anni il suo orientamento è cambiato.
L’Agenzia ha infatti affermato che il minor carico fiscale applicato alla holding sui dividendi percepiti e sui capital gain realizzati in regime Pex (1,2%), rispetto alla tassazione del 26% applicabile alla persona fisica che percepisce o vende direttamente la partecipazione, non costituisce un vantaggio fiscale indebito.
Il motivo è che dividendi e plusvalenze, anche se parzialmente esenti in capo alla holding, concorrono comunque alla formazione del reddito. Quando la holding distribuisce successivamente gli utili al socio, emerge un reddito tassato sotto forma di dividendo. Questo meccanismo esclude la presenza di un risparmio d’imposta indebito (come indicato nella risposta n. 22/2021).
Riorganizzazioni e conferimenti di partecipazioni
L’Agenzia delle Entrate si è espressa anche in un caso di riorganizzazione societaria caratterizzata da due conferimenti di partecipazioni effettuati in successione.
Applicando l’articolo 177, comma 2 e comma 2-bis del Tuir, l’Agenzia ha riconosciuto la liceità dell’operazione.
In particolare:
- Il comma 2 consente la riorganizzazione del gruppo societario.
- Il comma 2-bis permette ai soci di riorganizzare il proprio patrimonio personale.
In questo caso, il risparmio fiscale ottenuto non è stato considerato indebito né illecito. Sono state riconosciute anche valide ragioni extrafiscali, come il cambio di governance della società partecipata. Questo ha escluso la presenza di un’operazione circolare.
Il principio generale sull’abuso del diritto
A sostegno della non elusività delle operazioni descritte, viene richiamato l’atto di indirizzo del Mef in materia di abuso del diritto.
Secondo questo atto, non è contestabile un comportamento che rispetta la lettera e la ratio delle norme, anche se consente un futuro vantaggio fiscale. Un esempio citato è quello della rivalutazione delle partecipazioni.
In sintesi, la holding può rappresentare uno strumento utile per organizzare e riorganizzare il patrimonio societario e familiare, con benefici fiscali legati soprattutto alla gestione dei dividendi e delle plusvalenze. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente il quadro normativo e gli orientamenti dell’Amministrazione finanziaria, per evitare rischi legati alla disciplina dell’abuso del diritto.
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