Crediti d’imposta 4.0: cosa fare se manca la comunicazione al GSE

Articolo pubblicato il 2026/02/24

La risposta 40/2026 chiarisce un problema nato dopo l’introduzione del Dl 39/2024, che ha previsto una doppia comunicazione al GSE per poter utilizzare i crediti d’imposta 4.0.

Il tema riguarda le aziende che hanno effettuato investimenti nel 2024 e che, in alcuni casi, non hanno rispettato correttamente l’obbligo di comunicazione.

Quando serve una sola comunicazione e quando ne servono due

Per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 29 marzo 2024 (prima dell’entrata in vigore del Dl 39/2024) era richiesta solo la comunicazione “ex post”, cioè quella finale.

Per gli investimenti effettuati dal 30 marzo 2024 in poi, invece, è diventato obbligatorio inviare due comunicazioni, in questo ordine:

  • prima la comunicazione preventiva (ex ante);
  • poi la comunicazione finale (ex post).

Nonostante questa regola, molte imprese – soprattutto quando gli investimenti erano stati “prenotati” prima del 30 marzo 2024 – hanno inviato solo la comunicazione ex post e hanno poi compensato il credito maturato.

Cosa succede se manca la comunicazione preventiva

L’Agenzia delle Entrate ha ribadito che la comunicazione preventiva è obbligatoria e deve essere inviata prima del modello finale.

La mancata trasmissione entro i termini non comporta la perdita definitiva dell’agevolazione. Tuttavia, senza una procedura corretta verso il GSE, non è possibile utilizzare concretamente il credito in compensazione.

In pratica:

  • il credito non si perde automaticamente;
  • ma non può essere compensato finché la procedura non viene regolarizzata.

Le imprese che non hanno inviato la comunicazione preventiva devono quindi:

  1. trasmettere la comunicazione ex ante, anche se in ritardo;
  2. inviare nuovamente la comunicazione ex post, anche se era già stata presentata.

Solo dopo questa regolarizzazione sarà possibile procedere correttamente.

Se il credito è già stato compensato

La situazione cambia se l’azienda ha già utilizzato il credito in compensazione senza aver inviato correttamente le comunicazioni.

In questo caso, la modalità di regolarizzazione dipende dal momento in cui si interviene rispetto alla dichiarazione dei redditi dell’anno in cui è stata commessa la violazione.

Primo caso: dichiarazione non ancora scaduta

Se la compensazione è stata effettuata nel 2025 e la dichiarazione dei redditi relativa a quell’anno scade il 31 ottobre 2026, la regolarizzazione avviene:

  • inviando entrambe le comunicazioni (ex ante ed ex post);
  • pagando una sanzione fissa di 250 euro, prevista dall’articolo 13, comma 4-ter, del Dlgs 471/1997.

È possibile applicare le riduzioni previste dal ravvedimento operoso.

Secondo caso: dichiarazione già presentata

Se invece la compensazione è stata effettuata in un anno (come il 2024) per il quale la dichiarazione dei redditi è già stata presentata, la procedura è più complessa.

Dopo aver trasmesso le comunicazioni ex ante ed ex post, l’impresa deve:

  • restituire il credito utilizzato in modo non corretto;
  • pagare una sanzione pari al 25% del credito (articolo 13, comma 4-bis);
  • versare anche gli interessi legali.

Anche in questo caso sono possibili riduzioni tramite ravvedimento operoso.

Cosa significa per le aziende

Le aziende che hanno usufruito dei crediti d’imposta 4.0 devono verificare con attenzione se hanno rispettato l’obbligo di doppia comunicazione al GSE per gli investimenti effettuati dal 30 marzo 2024 in avanti.

Se manca la comunicazione preventiva, è necessario intervenire prima possibile per evitare sanzioni più pesanti o la necessità di restituire il credito utilizzato.

La corretta sequenza delle comunicazioni è fondamentale per poter utilizzare il credito in compensazione in modo regolare.

Per verificare la vostra situazione e capire come procedere alla regolarizzazione, vi invitiamo a contattarci per informazioni.