Al Fisco l’onere della prova per negare costi d’impresa, crediti d’imposta e bonus

Articolo pubblicato il 21/10/2022

L’Agenzia delle entrate e la Cassazione sostengono che nella determinazione del reddito d’impresa l’onere di provare la sussistenza delle componenti  del reddito e dei requisiti di certezza e determinabilità delle stesse, incombe sull’amministrazione finanziaria per quelle positive e sul contribuente per quelle negative.

Tali conclusioni sono state fatte derivare dalla previsione dell’art 2697 del Codice ivile, assimilando la deduzione di un costo come fatto costitutivo del diritto alla sua deduzione.

Tuttavia l’applicazione della regola civilistica porta a disconoscere il fatto che la determinazione del reddito d’impresa è un valore netto, dato da componenti negativi e positivi.

La cassazione quindi non ha considerato che il reddito d’impresa non è composto solo dai componenti positivi e che la deduzione di un componente negativo di reddito non è una norma di favore, così da renderla assimilabile ad un diritto attribuito al contribuente.

Per approfondire meglio l’argomento, consultare il documento allegato:

Al Fisco l’onere della prova per negare costi d’impresa, crediti d’imposta e bonus