Norme e Tributi: le novità

Articolo pubblicato il 16/11/2021

Beni Strumentali
Proroga fino al 2025
Il credito d’imposta per i beni strumentali digitali (ex iperammortamento), ora in vigore fino al 2022 (con coda al 30 giugno 2023 per consegne con acconto di almeno il 20%) viene prorogato dalla bozza di Ddl di Bilancio al 2025 (con coda a giugno 2026 per le consegne) nella misura del 20% per investimenti fino a 2,5 milioni, del 10% per la quota tra 2,5 e 10 milioni e del 5% per la quota oltre 10 milioni e comunque fino a 20 milioni.

Beni Immateriali
Decalage fino al 10% nel 2025
Cambia l’intensità del beneficio, ma gradualmente, anche per i beni immateriali digitali (software incluse soluzioni di cloud computing): fino al 2023, con coda a metà 2024 per le consegne, il credito d’imposta sarà ancora riconosciuto in misura del 20% fino a un tetto di beneficio di 1 milione, ma l’anno successivo si passerà al 15%; nel 2025 e sempre con allungamento al giugno successivo con acconto del 20% si scenderà al 10%

Agenzia delle Entrate
La risposta a interpello
Con la risposta 408/2019, l’Agenzia ha sostenuto che ai fini della determinazione della vita utile delle scaffalature automatizzate , le funzioni «immobiliari» assumono un ruolo preponderante rispetto alle funzioni «impiantistiche». Ciò ha creato un mostro giuridico: un bene che viene ammortizzato al 3% come un immobile ma poi fruisce per gli stessi componenti del credito d’imposta per i beni Industria 4.0

Vecchi Acquisti
Niente super ammortamento
In sede di verifica, è stato qualche volta contestato alle imprese che hanno acquistato magazzini automatizzati prima del 2017, fruendo del solo super ammortamento, che la disposizione interpretativa contenuta nell’articolo 3-quater,comma 4, del Dl 135/2018, non si applicherebbe al caso specifico, per cui queste componenti di costo non rientrerebbero nell’agevolazione